I BAMBINI LO SANNO FARE!

11 Apr
0 comment

Noi genitori tra ansia e disastri educativi.

Il 1 marzo 2016 in una scuola di Nuoro, Francesco si trova ad essere l’unico alunno di una classe. I suoi 14 compagnetti si sono trasferiti. Perché?

All’inizio dell’anno il bambino frequentava una classe composta da 15 alunni, di cui faceva parte anche un ragazzino troppo vivace. E siccome disturbava abbondantemente le lezioni, i genitori degli altri scolari chiedono e ottengono il trasferimento dei figli.

Beh, sì potevano immaginare molte soluzioni o tentativi di soluzione, ma i genitori optano per la fuga.

Così piano piano, uno dopo l’altro i bambini se ne vanno. In classe con “Pierino il disturbatore” resta solo Francesco. I suoi genitori pensano che sia più giusto non isolare quel bambino irrequieto e spiegano al figlio la difficoltà del “compagnetto”, suggerendogli di AIUTARLO. Certo che Francesco ha proprio due genitori “diversi”! Che siano genitori extraterrestri?

Ma ecco accadere un colpo di scena: anche Pierino si trasferisce! Così Francesco si ritrova solo e unico allievo della sua classe. Lui, buono, attento, impegnato, ora piange e a scuola non vuole più andare. 

Fermiamoci un attimo e osserviamo con calma cos’è successo. Supponiamo che quella classina sia una squadra di bambini deve fare un torneo. Per allenarsi, va in trasferta in una zona dell’Islanda dove non c’è campo per i cellulari.

I genitori tutti a casa. I bimbi solI con gli allenatori. 

Pierino fa parte della squadra, si, sempre lui, il nostro solito e impossibile Pierino.

Che cosa può accadere in questa condizione particolare? 

Di certo i bimbi litigheranno con Pierino, voleranno alcuni insulti e magari anche le mani. Probabilmente molti si lamenteranno con gli allenatori  che sgrideranno Pierino  e poi diranno loro: “Cari bimbi, dobbiamo andare d’accordo e vivere insieme questa trasferta, anche con Pierino. Come facciamo? Avete qualche idea per risolvere il problema?”

Voi non ci crederete, ma i bambini stimolati a trovare soluzioni in prima persona (senza intervento pronto e immediato dell’adulto) hanno moltissime idee che funzionano alla grande!

Noi genitori non possiamo saperlo: siamo sempre attenti  ad ogni loro passo, pronti a intervenire perché non si facciano troppo male. Pensiamo di fare il meglio quando ci emozioniamo per loro, commentiamo la loro vita, ci scaldiamo contro i loro nemici, cercando soluzioni per difenderli da chi fa loro delle ingiustizie.

E dimentichiamo che il regalo più grande che un genitore possa fare al proprio figlio é quello di incoraggiarlo ad affrontare le fatiche e gli ostacoli trovando idee per migliorare la situazione.

Si chiama ” capacità di problem solving” ed é una competenza che anche la scuola dovrebbero favorire.

É difficile. La tentazione di intervenire per noi adulti é grande. Pensiamo di sapere qual é il bene dei nostri figli e ci affanniamo per realizzarlo. Difficilmente ci viene il dubbio che essi possano risolvere da soli i loro problemi relazionali e che siano sufficientemente saggi anche se piccoli.  

Eppure, lavorando con loro da 33 anni so bene che lo sanno fare.

Certo, sono impulsivi, esplosivi, immediati, primari, ma se posti in un contesto aperto e sereno, riescono facilmente a risolvere i loro problemi. Ma vanno incoraggiati a mettersi d’accordo, a trovare il modo per convivere con serenità!

Diversamente, impareranno a lamentarsi ad ogni passo con l’adulto di turno perché intervenga al posto loro.

È difficile educare all’autonomia.

Ma noi “grandi” abbiamo dimenticato che da piccoli si é capaci di “far pace” in fretta per poi riprendere subito a giocare? Quanti litigi nella mia infanzia, quanti ripensamenti e quanto coraggio e forza d’animo per decidere di far pace nei cortili e nelle strade dove giocavamo. Le mamme non sapevano nulla…facevamo ben attenzione a tacere per non prenderci da loro una sonora sgridata visto che non eravamo stati capaci d’andar d’accordo.

Era il nostro mondo. Imparavamo a misurare la giusta distanza tra la nostra volontà e quella degli altri. Scoprivamo le nostre caratteristiche e provavamo a metterle in gioco. Non è mai stato facile. C’erano i prepotenti, gli arroganti e i buoni, chi le dava e chi le prendeva, proprio come oggi, ma da soli apprendevamo la vita e scoprivamo di poter fare qualcosa in prima persona.  

Ci amavamo molto quegli adulti che ci lasciavano sbagliare, che buttavano l’occhio alla strada sorridendo sotto i baffi, da lontano. Quando litigavamo, aspettavano di vedere come andava a finire. E intervenivano solo quando noi bambini risolvevamo le discordie per dirci: Era ora! Bravi.

Quante cose abbiamo dimenticato… Forse é giunto il tempo di istituire scuole per noi genitori, con l’obbligo di frequenza!

Leave your thought